Ultima modifica: 26 Luglio 2019
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Un’esperienza di vita alla Normale di Pisa

Offrire l’opportunità di partecipare ai corsi estivi della Scuola Normale Superiore è una delle attività di orientamento del “Majorana-Cascino” di Piazza Armerina

Un’esperienza di vita alla Normale di Pisa

Offrire l’opportunità di partecipare ai corsi estivi della Scuola Normale Superiore è una delle attività di orientamento del “Majorana-Cascino” di Piazza Armerina. “Nel nostro Istituto – commenta il D.S., prof.ssa Lidia Di Gangi – l’orientamento è una strategia integrata nel curricolo liceale. Con questi percorsi offriamo occasioni per fare conoscere ai nostri studenti i profili più attuali di figure professionali che operano nell’ambito della ricerca umanistica, scientifica e tecnologica. Quest’anno Giulia Falciglia, studentessa del Liceo Scientifico, classe IV D, è stata ammessa alla “scuola estiva” della Normale di Pisa. La sua candidatura – promossa dalle prof.sse Alessandra Tigano e Pierangela Zuccarello, coordinatrice delle attività di orientamento in uscita – è stata selezionata tra oltre duemila domande provenienti da Istituti scolastici di tutta Italia e da Scuole italiane all’estero. I posti sono stati assegnati ponendo a confronto i profili degli alunni interessati all’iniziativa e scegliendo solo i candidati ritenuti più meritevoli e maggiormente idonei a beneficiare dell’esperienza formativa ed informativa di un corso di orientamento. Sono stati adottati, come criteri di valutazione, i voti finali di profitto dei precedenti anni scolastici, la partecipazione a concorsi e gare nazionali, l’interesse per attività extracurriculari e le motivazioni fornite dagli studenti relativamente al loro desiderio di prendere parte al progetto”. “La residenzialità – afferma Giulia Falciglia – ha avuto il vantaggio di inserirci in un contesto di forte condivisione. Ho avuto l’opportunità di confrontare i miei progetti e le mie aspirazioni con coetanei provenienti da differenti esperienze scolastiche e sociali e da diversi luoghi d’Italia e del mondo. Il progetto mi ha dunque arricchita anche da un punto di vista umano, dandomi la possibilità di stare a contatto, durante i sei giorni, con accenti, dialetti, abitudini, stili di vita e realtà variegati ed estremamente interessanti. Il cuore del corso è stata sicuramente l’attività didattica, che ha compreso lezioni di docenti universitari, seminari, occasioni di informazione e altri incontri di studio. Sono stati previsti contributi su un’ampia gamma di settori di approfondimento e di insegnamento e su temi significativi di attualità scientifica e culturale. Nell’arco della settimana si sono alternate conferenze di biologia, biofisica per la neurofisiologia, chimica fisica, chimica teorica e computazionale, diritto penale, filologia e letteratura latina, filosofia della scienza e logica, filosofia ed economia, fisica matematica, fisica sperimentale, fisiologia, informatica, ingegneria delle telecomunicazioni, letteratura greca classica, letteratura italiana, matematica, storia dell’arte contemporanea, storia moderna, teoria politica. Al termine delle lezioni e degli incontri, anche noi corsisti siamo stati invitati a dare attivamente il nostro contributo ai dibattiti che ne seguivano, interloquendo direttamente tra noi e con i docenti e dando libero sfogo alla nostra curiosità. L’iniziativa, quindi, oltre ad avere finalità formative, mi ha fornito strumenti e metodi di analisi e riflessione critica per una scelta più consapevole e informata degli studi universitari. In un dialogo sempre aperto e libero, essa mi ha offerto l’occasione di conoscere e riflettere su caratteristiche e profili più attuali di figure che operano nella ricerca scientifica e tecnologica e in altri settori professionali, ma anche su discipline con le quali non mi ero mai confrontata prima. Mi è stata offerta la possibilità di vedere in anteprima il mondo universitario e farmene un’idea più precisa e più diretta. Occasione di incontro ed amicizia, il corso di orientamento della Normale mi ha aiutata a fondare le mie scelte su basi più solide: ho potuto confermare il mio amore per alcuni ambiti di studio, ma sono stata anche messa in crisi in alcune convinzioni di partenza, ed ho addirittura cambiato radicalmente idea su alcune facoltà che stavo valutando per il mio percorso futuro. Sarebbe auspicabile che esperienze come questa fossero organizzate da tutti gli atenei ed aperte a tutti gli alunni, perché ora più che mai ho capito che la scelta dell’università è una scelta di vita: una decisione tanto delicata determina tutto il futuro di un individuo, nel bene e nel male, e pertanto dovrebbe essere fatta con maggiore consapevolezza e sicurezza, che nascono solo dalla sperimentazione diretta di ciò a cui si va incontro”.

 

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